Dati ricette: origine, evoluzione, futuro


RACCOLTA DATI RICETTE: LE ORIGINI
La Convenzione farmaceutica, attualmente scaduta e operante in regime di prorogatio, ha previsto (comma 2, art. 8 del D.P.R. 371/1998) che “le farmacie consegneranno entro il mese successivo a quello di spedizione – per il tramite di Federfarma - …un idoneo supporto informatico contenente i dati rilevati con penna ottica dal fustello al fine di consentire alla parte pubblica il tempestivo utilizzo. In sede di accordi regionali potrà essere concordata la fornitura di ulteriori dati”.
Successivamente il comma 9, dell’art. 68 della legge 23 dicembre 1998, n. 448( ), ha legificato, per così dire, tale obbligo prevedendo che “Le farmacie pubbliche e private, in coerenza con quanto previsto dall’accordo nazionale per la disciplina dei rapporti con le farmacie, trasmettono, secondo procedure concordate con il Dipartimento per la valutazione dei medicinali e la farmacovigilanza del Ministero della sanità, i dati di vendita dei medicinali dispensati con onere a carico del Servizio sanitario nazionale”.
In attuazione di tale disposizione, il Ministro ha emanato il Decreto 18 giugno 1999 che ha precisato le modalità di rilevazione dei dati e il trasferimento degli stessi tramite Assofarm e Federfarma al Ministero della Salute/Osmed.
Dal 2000 Federfarma ha assicurato al Ministero della Salute/Osmed e all'AIFA,  a costo zero per la Parte Pubblica, la fornitura dei dati dei medicinali di circa 400 milioni di ricette l’anno. Il livello di collaborazione delle farmacie è risultato altissimo e attualmente oltre il 96% inviano puntualmente i dati.

L’INVIO DEI DATI AL MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE L’ART. 50 DELLA LEGGE 326/2003: L'EVOLUZIONE
Successivamente l’art. 50 della legge 326/2003, ha posto a carico delle farmacie l’obbligo di inviare i dati delle ricette anche al Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF).
Gli obiettivi di tale nuova normativa sono indicati nel “potenziare il monitoraggio della spesa pubblica nel settore sanitario e delle iniziative per la realizzazione di misure di appropriatezza delle prescrizioni, nonché per l'attribuzione e la verifica del budget di distretto, di farmacovigilanza e sorveglianza epidemiologica…”.
Per raggiungere questi ambiziosi scopi, l’art. 50 si avvale dei seguenti strumenti:
A. la Tessera Sanitaria (TS) della quale sono stati dotati pressoché tutti i cittadini italiani, che sostituisce il modello E111 (necessario per avere l’assistenza sanitaria all’estero) e sul retro della quale è apposto il codice fiscale in formato codice a barre;
B. la nuova ricetta a lettura ottica, ormai in vigore dal 2005;
C. la realizzazione di una rete informatica che, tramite rete internet, colleghi direttamente al Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) le strutture  del Servizio sanitario nazionale (ASL, ospedali, policlinici etc.) comprese quelle convenzionate, cioè le farmacie e i laboratori di analisi.
Anche per la realizzazione di queste attività Promofarma è stata molto attiva diffondendo le informazioni tecniche e realizzando strumenti di controllo (Farma32OnLine) messi a disposizione delle farmacie e delle Associazioni Provinciali per facilitare l’attività di invio dei dati e evitare sanzioni previste dalla normativa a carico delle farmacie in caso di mancato o tardivo invio.

LA RICETTA DEMATERIALIZZATA: IL FUTURO
La ricetta elettronica on line (o ricetta dematerializzata) è il risultato finale di un progetto avviato con l’approvazione dell’art. 50 della legge 326/2003 che ha introdotto la ricetta (cartacea) standardizzata, la tessera sanitaria (TS) e l’obbligo di invio dei dati di tutte le ricette da parte prima delle farmacie (2008) e poi dei medici (2011).